mercoledì 7 settembre 2011

overture


il cantastorie
Udite udite giovini e vegliardi,
nostra maestade die' disposizione
di porre gli intelletti più gagliardi
al suo servigio pe' un'alta effusione
d'ogni arte e degli arditi baluardi,
ch' all' uomo sono il sommo guiderdone.
Erigere si deve ogni intelletto
qui dove la realtà è lordo fumetto.


Qui ove come ottuso gamberetto
credendo d'avanzar si regredisce:
l'essenza è surclassata dall'aspetto
e nella forma sol tutto finisce,
l'italico paese, il lazzeretto
delle mere cervella rese lisce,
senza pensieri aguzzi o acuminati,

deserti per mediatici selciati...


Sermoni ipnotici abbiam trangugiati
avvezzi ad un olezzo incantenante.
Re Dancan, re di sguardi accalappiati
è il savio e il solitario governante
che acume e ingegno ha sempre corteggiati
e ripudiò l'inezia sacripante
nella sua corte ove con deferenza
si china il capo e non per obbedienza.

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